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Trincerato dietro il sospetto che non sempre fossi stato vivo e che da vivo perlopiù ragionavo da morto, mi interrogavo spesso sulle sorti della lingua. Rimanendone basito. Sfogliavo voluttuosamente il dizionario dei sinonimi e dei contrari, da me rinominato dei Sintomi e dei Favorevoli. Scoprivo così che:
L’autunno riservava sorprese a non finire. Il mio amico invisibile dell’infanzia aveva un gemello, le mie molteplici personalità si erano – finalmente – ritrovate e la mia donna ideale si dava alla macchia. Il quadro era completato dal fatto che l’amore, la mia vera ragione di vita, giocava a nascondino. O meglio: era disperso, latitante, irraggiungibile. Per non cadere come le foglie morte, feci terra bruciata. Per non migrare feci carte false. Alla fine vinse il buon senso: era necessaria una migrazione, uno spostamento, una indispensabile transumanza di idee, progetti e sentimenti. Feci così rotta, navigando rigorosamente a vista, verso una terra promessa. E mai mantenuta…
Di ritorno dalle vacanze stavo sempre un po’ male. Parecchio male, per la precisione. Passare l’estate con le mie molteplici personalità era davvero un’impresa esasperante, quasi al di sopra delle mie – già limitatissime peraltro – forze. Ciononostante non avevo compagnia migliore con cui trascorrere le giornate in spiaggia, con cui parlare del più e del meno, cercando di evitare il sudoku e sforzandomi di trovare un volto agli assassini che puntualmente avevano funestato – o rallegrato? – la stagione. Il nostalgico ritorno aveva dei risvolti sentimentali notevoli. Ritrovavo il mio amico invisibile dell’infanzia – sempre pallido ed emaciato come si addice a un fantasma. E anche il mio maestro di dolore. Per l’incipiente autunno si propose di rispondere ad alcune domande. Domande esistenziali, per la precisione. Mi insegnò – con piglio deciso e fare da guru indiano – che le risposte erano praticamente già tutte dentro me. E tutte sbagliate, per la precisione.
Rientrato dalle vacanze, mi divertivo a disegnare il mio futuro. Lo facevo perlopiù su carta. Carta da macero, per