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25/10/2007, ore 22:05

Emerse dall’immensità del nulla esistenziale, le mie paranoie erano davvero un’ottima compagnia. E pure un’ottima compagna, quando da molteplici si riducevano a una: la solitudine. Così venne consolidato che la solitudine era la mia migliore compagna. Compagna e non solo: pure connivente della parte malata della vita, complice di quella illegale, mentore di quella insicura e sfiduciata, mamma di quella indifesa, moglie di quella matura, collega di quella produttiva, sensale di quella mercenaria. Insomma: una soluzione per ogni problema. Ma anche – rovescio esiziale della medaglia – un problema per ogni soluzione. Contribuii in sostanza anche io all’entropia del cosmo come alla cosmogonia del disordine. Con indifferenza e naturalezza. Come l’omicida routine quotidiana.

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Ossessioni: religione, noia, esistenzialità
31/08/2007, ore 08:23

Era decisamente una stagione strana. Non v’erano più dei a cadere, ma simil dei, eroi di carta o di cartone che suscitavano l’ammirazione delle folle. Delle folli folle, per puntualizzare. Come sempre stavo in disparte: fatto di ideali e principi, rigorosamente anacronistico e fuori tempo, attuale come un anguria sull’albero di Natale, non c’era posto per me nel Famedio delle vanità né nel tempio della superficialità che erano i simboli identitari del cosiddetto gruppo. Fu così che optai per il viaggio, un viaggio a ritroso e allo stesso tempo esplorativo, ambigua flânerie tra le macerie di un’esistenza. La mia, ovviamente. Fu piacevole scoprire che sotto le rovine ancora fumanti covava un ambiguo senso di speranza, tuttora capace, così sembrava, di germinare sogni e illusioni. Colpevolmente!

* dedicato al maghetto...

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Ossessioni: religione, natale, stupidità, autunno, esistenzialità
13/07/2007, ore 13:17

Consolidavo le mie perplessità frequentando autentici maestri del dubbio: gli indecisi, i titubanti, gli irresoluti. Ma più di tutti preferivo i non credenti: quelli che non credevano all’aldilà, all’aldiqua o ad amenità simili. Mi perdevo nel vortice dei loro pensieri, mi disorientavo nel turbine delle loro elucubrazioni. Creazionista per indole, subivo comunque il  fascino delle teorie evoluzioniste, così intrise di chiacchiere spacciate per dottrina, di ciarle vendute come insegnamenti, di nulla scambiato per qualcosa. Il niente scambiato per sistema! In mancanza di un dato oggettivo, pensavo fosse meglio – molto meglio, per la precisione – credere in qualcosa se non addirittura in qualcuno. Partito il mio amico invisibile dell’infanzia per le vacanze e perse le tracce delle mie molteplici personalità, non mi rimase che credere in qualcuno di soprannaturale. Un dio, per intenderci.

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Ossessioni: religione, stupidità
01/06/2007, ore 15:28

Questa è la casa di Dio.

Lui non so che sguardo abbia.

Nemmeno mi interessa.

So che placa le ansie,

toglie gli affanni,

lenisce i dolori, 

rende il cammino di alcuni

un poco meno corrivo.

 

E mi condanna all’inferno,

sebbene ancora vivo.

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Ossessioni: poesia, religione, non-amore
16/03/2007, ore 15:57

Famoso e rinomato come uno champagne d’annata o una prestigiosa auto, decisi di darmi alla macchia, di ritirarmi nel più oscuro anonimato. Confortato dalla vocina della mia coscienza e dal mio amico invisibile dell’infanzia, ripiegai per una quarantina di giorni nell’arido deserto del mio cuore. Le giornate passavano lente, scandite dal clima torrido delle ore di sole e dal freddo pungente delle notti stellate. Stellate e costellate, di incubi perlopiù. Nel corso della meditazione fui più volte tentato dal desiderio di ritornare alla fama, alla ribalta, alla confortevole notorietà. Ritornai invece me stesso. L’ennesimo me stesso che tornava a sé, un altro se stesso che tornava a me. E così via, in un spasmodico circolo virtuoso di gironi di andata e ritorno. Gironi infernali, s’intende.
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Ossessioni: riflessioni, religione