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04/04/2007, ore 15:22

Maniacale e morboso, tenevo particolarmente alla pulizia dell’anima. Non fosse altro per formalismo o convenzione sociale. Immerso nel mondo però non fu facile mantenere la limpidezza, l’onestà, la rettitudine. Avulso alle logiche di compromesso, optai per una comparsata sul palco della vita, un ruolo di secondo piano che mi consentisse di espormi rimanendo coperto. O di coprirmi pur esponendomi, a seconda dell’ottica e del punto di vista. Ma sporcarmi fu inevitabile. E pure divertente. Colluso e complice, mi divertivo a fare il moralista, più ancora che con il sudoku, e a fingere di applicare con rigore la legge. Rigor mortis, per intenderci.
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Ossessioni: riflessioni, odio, reality
25/02/2007, ore 17:30

Senz’ombra di dubbio i reality erano la misura più esatta ed esaustiva della società: falsamente veri, veramente falsi, inutili, ideati esclusivamente per destare addormentate pruderie. E pure brutti. Per questo avevo successo, per questo piacevo, io con le mie molteplici personalità. Tra un appuntamento e l’altro con il pubblico mi dedicavo ad altri spettacoli. Tra quelli che preferivo c’erano:

  • Condemonio – Storia di un condominio posseduto, dove i protagonisti, effettivamente reclutati tra uomini posseduti da entità superiori non si risparmiavano colpi. Compresi quelli di accetta
  • Convento convinto, in cui aitanti preti e avvenenti suore erano rinchiusi nel medesimo convento impegnati in esercizi tutt’altro che spirituali
  • Blue Mandingo, i cui partecipanti, uomini assolutamente etero e schiavi del sesso erano rinchiusi in spazi angusti con altri uomini di tendenze e gusti sessuali alternativi

Ce n’era per tutti, insomma. Ce n’era abbastanza perché si dichiarasse, finalmente, la fine.

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Ossessioni: riflessioni, reality
21/02/2007, ore 16:26

Le cose non andavano affatto male. Grazie alle mie molteplici personalità ricoprivo tutti i ruoli richiesti dall’audience di un reality: ero patetico e al contempo arrogante, sfrontato ma anche femminile, machista e pure filosofico. Osando un pochino ero anche vagamente revanscista, nazionalista, sciovinista e pure talebano. Oppure ambiguo, sottomesso, bugiardo e fashionist. Essendo un reality tradizionale, era ovviamente tutto truccato. Compreso il voto della giuria popolare che per l’occasione era composta da spammer, da affiliati al circolo del sudoku e dagli operatori del mio gestore telefonico. Tutti coordinati dal mio amico invisibile dell’infanzia. C’era anche lo sponsor, nella forma e nella figura del reparto psichiatrico dell’ospedale cittadino. (it may be continued)
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Ossessioni: riflessioni, reality
20/02/2007, ore 18:07

Come tanti, anche io avevo acceso un mutuo. Un mutuo particolare, tutto mio, che mi consentisse di pagare il fio a rate. Se proprio dovevo scontare una pena, era meglio farlo un pezzetto alla volta, pensavo. Non servì a molto. Presto, ben presto tutte le mie risorse furono risucchiate nel mutuo e rimasi con il classico pugno di mosche in mano. Essendo bianche ne trassi una piccola fortuna, girando con uno spettacolo circense decisamente singolare. Avevo inoltre intuito che per quanto insignificante, banale e d’importanza marginale fosse, la mia vita destava un certo qual interesse. E soprattutto faceva audience. Proprio come il più mediocre e stupido dei reality di mezza serata.  (to be continued)

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Ossessioni: riflessioni, reality
25/01/2007, ore 08:54

Amavo tantissimo il genere dei reality. Passavo giornate intere a guardare i reality. D’altro canto era sufficiente affacciarsi alla finestra di casa o uscire dalla porta della medesima per assistere a un reality. Gli altri si muovevano secondo un canovaccio definito, seguendo trame invisibili ma precise. E la fiction, insieme all’ipocrisia era la cifra dominante, la chiave di lettura di un disagio, il mio, sempre più assordante. Non avevo nessuna intenzione di far parte dello spettacolo. Per mia fortuna avevo sempre una spalla nel mio amico invisibile dell’infanzia. Con lui mi ritirai nel back stage. Un modo discreto di assistere alla scena. Stando bene attenti a non andare in scena.

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Ossessioni: riflessioni, reality