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03/08/2007, ore 08:30

Il dio è giorno notte, inverno estate, guerra pace, sazietà fame, e muta come il fuoco quando si mescola ai profumi e prende nome dall'aroma di ognuno di essi.

Eraclito

 

Confortato dalla filosofia, consolato dalla musica, allietato dalla poesia, mi accingevo a vivere l’estate in tutta la sua essenza, in tutte le sue assenze (o mancanze). D’estate le delusioni della vita lasciavano posto alla speranza, il ciclico rinnovarsi dell’illusione. La notte tornavo a sognare e nel sogno ricavalcavo le tigri di carta di antiche battaglie ideologiche, delle questioni di principio, dei dubbi  etici e finanche della deontologia professionale. Avevo perciò sonni agitati. Il mattino conservava sempre un sapore di amaro, la matrice della mia giornata. Per addolcirlo cambiai più volte cover al mio telefonino. E anche lo sfondo del pc. Ma non riuscii a cambiare la smorfia che avevo invece del sorriso, una smorfia che mi contraddistingueva ovunque come un marchio, una cifra impressa a fuoco. Una smorfia bella però, una smorfia di colore.

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Ossessioni: mare, poesia, vacanze, estate
18/06/2007, ore 15:17

Pensavo male, e a ragione, del futuro. Io così immerso nel mio passato di memorie, io così lontano dal mio presente di meditazioni, non riuscivo a concepirmi nel futuro. Fosse anche quello da “qui a cinque minuti”. Ne parlai con il mio maestro di dolore, che mi aprì le porte all’arte della pazienza, all’esercizio della tolleranza. Con queste nuove chiavi sembrava più semplice guardare al domani, al dopo, al poi. Feci così miei questi avverbi, e imparai a rimandare. Perché l’allenamento fosse perfetto, imparai a rimandare tutto: l’amore, la passione, il lavoro, gli studi, la famiglia, la carriera. Divenuto a mia volta maestro, mi cimentai nella prova più importante: rimandare la vita e il vivere ad essa collegato. Riuscii solo in parte nell’impresa. Dopo il successo iniziale, infatti, la vita ritornò, come un boomerang. E fu inevitabile viverla.
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Ossessioni: parole, riflessioni, cibo, estate
14/06/2007, ore 15:43

Il principio era la fine e la fine l’inizio. La chiave di lettura dell’epoca era dunque la circolarità. Di assegni e di teste vuote, perlopiù. Insoddisfatto, scontento e inappagato virai rotta. E anche un po’ colore, non fosse altro per vedere, appunto, l’affetto che faceva. Niente! Non c’era amore nell’aria. Nemmeno in quella fritta che opprimeva le città. Mi peritai nella ricerca dei tormentoni estivi, non avendo l’orecchio assoluto. Ma non tralasciai di adoperarmi – con impegno, fatica e molto, molto mestiere – nell’arte di operare buchi nell’acqua. Era un lavoro immane, sproporzionato alle mie forze e alla mia energia. Che rimase doverosamente incompiuto. Come peraltro si conviene a una grande opera d’arte.

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Ossessioni: parole, poesia, estate
22/05/2007, ore 17:06

Tra me e il mio amore correva un’autostrada. Quella dei ricordi, per la precisione. Lunga, interminabile, senza uscite intermedie, era perennemente interrotta da lavori in corso che rendevano la meta inaccessibile né tampoco raggiungibile. Scarsamente illuminata di notte, di giorno diveniva invivibile, a causa del caldo, dell’asfissia e della coda. Colpi di coda della gioventù, per la precisione. Viaggiavo senza condizionamenti di sorta. Compresi quelli dell’abitacolo. Provai a resistere a tutto e a tutti, inclusi i colpi di sonno. Quelli della ragione, ovviamente. Su consiglio – mirabile! – della vocina della mia coscienza, decisi di fare una sosta.  Mi fermai così in un’area di dis-servizio, per una sosta, appunto, che durò una vita. La mia, per la precisione.
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Ossessioni: amore, riflessioni, estate
15/09/2006, ore 08:58

Ero un temporale estivo. Un fulgido, splendente, vigoroso temporale estivo. Malgrado il fastidio dei tuoni, ero bene accolto perché portavo refrigerio e respiro. Mi accanivo con la canicola, mi affaticavo con l’afa. Il riposo era un lusso che potevo assolutamente permettermi. Ma che rimandavo. Fui detronizzato a settembre, il più infedele dei mesi. Piansi lacrime di cielo e sparsi gli ultimi cenni d’estate. Non era una semplice svolta, ma un cambiamento epocale. L’onda lunga dei sentimenti vissuti più volte, i ri-sentimenti, accendeva cuori spenti, mentre si spegnevano le luci della ribalta. Stordito dal mio stesso dolore, anestetizzato dallo sconforto scelsi la fiction. Più di 3000 puntate, cadenza giornaliera, un polpettone farcito di pubblicità. Una rendita vitalizia, praticamente.

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Ossessioni: estate, autunno