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30/09/2007, ore 12:59

L’autunno riservava sorprese a non finire. Il mio amico invisibile dell’infanzia aveva un gemello, le mie molteplici personalità si erano – finalmente – ritrovate e la mia donna ideale si dava alla macchia. Il quadro era completato dal fatto che l’amore, la mia vera ragione di vita, giocava a nascondino. O meglio: era disperso, latitante, irraggiungibile. Per non cadere come le foglie morte, feci terra bruciata. Per non migrare feci carte false. Alla fine vinse il buon senso: era necessaria una migrazione, uno spostamento, una indispensabile transumanza di idee, progetti e sentimenti. Feci così rotta, navigando rigorosamente a vista, verso una terra promessa. E mai mantenuta…

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Ossessioni: riflessioni, donne, autunno, non-amore
05/07/2007, ore 21:32

Pagavo regolarmente pegno al mio destino, l’acconto al fato e saldavo i conti con la vita. Abbonato alle cauzioni non restituite, mi rifacevo rivendendo i vuoti. Salvo poi scontare nuove pene. Decisamente non ero un ragioniere. Ero piuttosto un sentimentaliere, un uomo che usava per lavoro i sentimenti al posto della ragione, il cuore piuttosto che il cervello, le emozioni invece della razionalità. Nel mio universo non c’era spazio per le convenienze ed erano esclusi gli opportunismi. Impulsivo e sanguigno, inseguivo l’aquilone dei miei sogni, sperando di non farlo mai cadere. Fu drammatico vederlo schiantarsi al suolo, mancanza di vento, dissero. Per anossia, mancanza d’ossigeno, dicevo io. Quello della vita, s’intende. Detto anche Amore, si comprende.

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Ossessioni: amore, riflessioni, donne, oroscopo
12/06/2007, ore 16:35

Privo di qualità, inclinazioni particolari o numeri, mi adattai perfettamente, per indole o anche solo per puro vezzo, alla media e aderii alle convenzioni come un guanto di seta sulle mani. Fui raramente spronato a migliorarmi, quasi mai invogliato ad ambire a un respiro più alto delle cose, a puntare lo sguardo oltre il chiuso del mio orizzonte. D’altro canto la  cosiddetta media, entità dietro la quale si celava la più becera mediocrità, era un luogo tutto sommato confortevole ed ospitale, dove il meglio e il peggio si miscelavano saggiamente. Anzi a essere sinceri si frullavano. Il risultato era uno yogurt. Un ributtante yogurt con dentro i pezzi di una vita. Non necessariamente la mia, visto che non possedendone una, quella che esibivo l’avevo presa in prestito.
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Ossessioni: mare, riflessioni, donne, primavera
08/03/2007, ore 14:00

C’era uno spazio misterioso e sconosciuto nella mia vita, una foresta vergine dove addentrarsi armato, un mare da solcare con cautela, un cielo da cui restare attentamente lontani. Era la testa delle donne, un universo a sé, un sistema complesso di variabili impazzite, un asse cartesiano che incrociava le coordinate del pensiero con le ascisse del cuore. Un luogo dove zenit e nadir coincidevano, seppure per un breve lasso temporale. Salvo, appunto, poi divergere scompostamente. Preso da delirio di onnipotenza, adottai un luogo così, la testa delle donne appunto, come buen retiro delle mie ansie, delle mie paure e delle mie angosce. E, data l’artificiosità delle atmosfere, anche dei miei sentimenti di cartone.
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Ossessioni: donne