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09/09/2007, ore 21:33

Di ritorno dalle vacanze stavo sempre un po’ male. Parecchio male, per la precisione. Passare l’estate con le mie molteplici personalità era davvero un’impresa esasperante, quasi al di sopra delle mie – già limitatissime peraltro – forze. Ciononostante non avevo compagnia migliore con cui trascorrere le giornate in spiaggia, con cui parlare del più e del meno, cercando di evitare il sudoku e sforzandomi di trovare un volto agli assassini che puntualmente avevano funestato – o rallegrato? – la stagione. Il nostalgico ritorno aveva dei risvolti sentimentali notevoli. Ritrovavo il mio amico invisibile dell’infanzia – sempre pallido ed emaciato come si addice a un fantasma. E anche il mio maestro di dolore. Per l’incipiente autunno si propose di rispondere ad alcune domande. Domande esistenziali, per la precisione. Mi insegnò – con piglio deciso e fare da guru indiano – che le risposte erano praticamente già tutte dentro me. E tutte sbagliate, per la precisione.

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Ossessioni: mare, riflessioni, vacanze, coppia, autunno
03/05/2007, ore 20:52

Temevo la notte. Temevo la notte e quello che significava: buio, miraggi, sviste, miopie. Nella plastificazione del globo terracqueo potevo anche riconoscermi. Ma nella notte no! Sognavo il sole, di notte. Sognavo la luce, di notte. Arrivai persino a sognare l’amore. Sempre di notte. Fu naturale giungere alla conclusione che l’amore e la luce fossero collegati. Visto il legame, a delinquere, si potevano dire conniventi. Fu dunque per la luce – o per l’amore – che riaprii gli occhi, mi alzai e mi rimisi in cammino. L’orologio era fermo da anni. La bussola inchiodata a un non-luogo del mondo, a una landa desolata dell’anima. La scia da seguire, come un banale, vieto, scontato, trito, frusto e logoro luogo comune, quella - ahimè - del cuore.
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Ossessioni: amore, coppia
14/03/2007, ore 16:46

...il vuoto ad ogni gradino
(E. Montale)

Dopo che il verbo si fece carne, divenne – per gioco - anche numero. Nacque così il Sudoku, e fu il principio dell’incomunicabilità: i sogni non erano più arabescati con pensieri fatti di parole ma da fredde e improbabili cifre. Così non si realizzavano mai. Nemmeno gli incubi avevano più una portata dolorosa degna di nota, essendo il risultato sterile di un algoritmo. L’amore, sottoposto agli input della matematica, rimase per un certo periodo uno svago, uno svago fatto di posizioni geometriche, sentimenti ortogonali ed emozioni booleane. Sempre più rispondente a sintassi scientifiche, divenne un’istruzione per poi passare a istituzione e divenire – infine e per fortuna – pura distruzione.
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Ossessioni: parole, amore, riflessioni, coppia
09/02/2007, ore 09:09

Convivevo da anni con la solitudine e mai il rapporto aveva risentito della mancanza di una protezione legale. Spesso veniva a trovarci il mio amico invisibile dell’infanzia e avevamo molti amici. Soprattutto tra gli spammer. Non ricordo francamente momenti bui di quella relazione. Se si esclude il giorno del nostro incontro. Il tempo trascorreva anacoretico. E la dimensione dello stilita mi calzava a pennello. Di più: era un guanto di seta, elegante accessorio a una vita un po’ scialba. Poi intervenne la società civilizzata: da coppia-di-fatto divenimmo - di fatto - coppia. E fu la crisi. Ritualizzata e istituzionalizzata, resa insomma banale e corriva, anche la mia relazione declinò. Velocemente peraltro, come un invito indesiderato.
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Ossessioni: amore, riflessioni, coppia
07/02/2007, ore 09:54

Perse le ultime 16 partite, ottenni senza fatica altrettante riperdite. Arrivai alla conclusione che lo sport non era il mio palcoscenico ideale. Per lasciarlo, misi in scena un viale del tramonto che conduceva, positivamente, alla rinascita. Per evitarla decisi di svoltare imponendomi un modello di assoluta sobrietà. Sposai pertanto una nota spogliarellista. Entrambi all’antica, amavamo i fidanzamenti duraturi. Così, conosciutala un mercoledì di primavera, ci sposammo il sabato successivo. Alla lunga, un paio di giorni dopo, il rapportò si incrinò. Ma non al punto di rompersi. Scheggiato e slabbrato, decisamente antiestetico, me ne liberai solo grazie alla raccolta indifferenziata, quella dei rifiuti generici, generalisti, generalizzati e generazionali. Fu allora che la solitudine diventò cifra, chiave di lettura, marchio distintivo. Visti i tempi, fece anche un po’ da sponsor.

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Ossessioni: amore, coppia, non-amore