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16/11/2007, ore 08:56

Trincerato dietro il sospetto che non sempre fossi stato vivo e che da vivo perlopiù ragionavo da morto, mi interrogavo spesso sulle sorti della lingua. Rimanendone basito. Sfogliavo voluttuosamente il dizionario dei sinonimi e dei contrari, da me rinominato dei Sintomi e dei Favorevoli. Scoprivo così che:

  • Guerra era sintomo di malessere e favorevole alla pace.
  • Felicità era sintomo di dolore e favorevole all’anestesia del sensorio.
  • Religione era sintomo di vuoto e favorevole all’immenso (il più vuoto dei vuoti, per definizione. Ma anche il più pieno dei pieni per converso).
  • Politica era sintomo del nulla e favorevole al nulla. Ovviamente si trattava di un’eccezione alla regola.
  • Famiglia era sintomo di solitudine, ma solo in alcuni casi. Più generalmente significava maturità ed era favorevole alla condivisione.
Solo un lemma resisteva all’antica rubricazione: Amore. Amore risultava, al mio dizionario, essere sinonimo di vita. Ma anche il suo irreversibile contrario.
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Ossessioni: parole, amore, riflessioni
29/10/2007, ore 14:59

A E.

Sarà assurdo esitare sulla soglia

dell’infinito,

per un incontrollato farsi senso

del tuo ricordo

esile, l’esiziale, ultima voglia

dei tuoi occhi,

a un passo dalle arcate dell’immenso.

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Ossessioni: poesia, amore
18/10/2007, ore 16:31

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.

W. Shakespeare

Triste e solitario come un assolo di sax, costringevo l'autunno alle porte e mi godevo la fiction dell'estate. Anestetizzato dai falsi colori di una falsa stagione, meditavo sui mali della vita, sui sui dolori dell'anima, sulle sofferenza della gioia. Che per definizione non potevano esistere. Ma facevano comunque male. Il mio amico invisibile dell'infanzia era sempre più distante, sempre più freddo, sempre più invisibile. Le mie molteplici personalità avevano diradato i contatti. Posso dire ora che le avevo proprio perse. Definitivamente. All'orizzonate più che l'autunno sembrava si affacciasse l'inverno, carico di livori, di cieli plumbei, di pioggie gelate. E di neve, la bianca neve che tutto sotterra e cancella. Permettendo di ripartire da zero. O da uno, per chi ha slancio e smalto. Poi mi risvegliavo, e realizzavo di essere stato sopraffatto da un incubo. Un brutto sogno. O il brutto dei sogni.

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Ossessioni: amore, vacanze, autunno
23/09/2007, ore 16:29

Racchiusa tra le mura della vita

la mia felicità sfiorisce e muore

come il tempo, come la ferita

che passa e trascorre. Come l’amore

 

consuma l’anima e la preserva

in una lotta invitta tra titani.

Saprò durare al nulla che s’innerva

a sfinire la presa delle mani?

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Ossessioni: poesia, amore, non-amore
18/09/2007, ore 21:36

Per aspera ad astra, un altro di quei fidi

moniti, l’ennesima bugia che muta

in acqua pura la melma salmastra,

in ossigeno l’asfissia delle anidridi.

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Ossessioni: poesia, amore